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21 Febbraio, 2005

 

Iconografia Mariana

Iconografia Madonna del Sangue di Re

Iconografia dei Santi

ICONOGRAFIA MARIANA

Quello della Madonna è il tema iconografico più ricco di tutta l'arte cristiana. La più antica immagine conosciuta è quella della catacombe di Priscilla a Roma, risalente alla metà del III secolo: essa ritrae la Madonna seduta che tiene in braccio il Bambino Gesù. Questo motivo iconografico detto della Theotokos, o madre di Dio, di concezione strettamente teologica, era spesso presente nei mosaici absidali delle prime chiese cristiane e si diffuse largamente in Oriente divenendo un cardine del complesso decorativo gerarchico delle chiese bizantine, accanto all'altro tipo iconografico della Madonna Orante o della Madonna Odigitria (in piedi con il Bambino in braccio). Quest'ultimo tipo di Madonna è frequentissimo nelle icone russe a mezzo busto e si è diffuso in Occidente nei secc. XII e XIII e anche successivamente. Altro tipo iconografico creato dall'arte bizantina fu quello della Panagia Nikopoia ("che dona la vittoria"): in trono, ieratica, regge il Bambino con una o due mani. Nell'iconografia occidentale tale motivo iconografico è reso con più libertà e varietà. Fra le raffigurazioni della Madonna prima della nascita di Gesù, la più importante è quella della Madonna del parto, presente nell'arte del XIII sec. ma affermatasi solo successivamente. Celebre e inusuale come tema è l'affresco di Piero della Francesca nella cappella del cimitero di Monterchi ad Arezzo: qui la Madonna, immota fra due angeli, mostra con la mano il proprio grembo. In una variante lombarda abbiamo la Madonna del coazzone, così detta dalla lunga treccia che le scende dietro le spalle, raffigurata in piedi con un semplice abito decorato a spighe di grano, simbolo di fecondità. Un esempio di questo tipo di raffigurazione lo troviamo in un'opera giovanile di Cristoforo Solario (prima collocata nel Duomo di Milano, oggi nel Museo del Castello Sforzesco), che deriverebbe da un prototipo argenteo, perduto, eseguito verso il 1465 da un artista tedesco. A questo tipo iconografico si ascrivono anche le statue reliquiario della Madonna, ricordate negli inventari medievali e distrutte in gran numero dopo la Controriforma: in bronzo o rame smaltato (smalti limosini), in avorio o legno, queste Madonne recavano nel grembo aperto il Cristo crocifisso o la Trinità.

Più varia è l'iconografia della Madonna col Bambino, a cominciare dalla Madonna in Maestà, ispirata alla Panagia Nikopoia, seduta in trono con il Figlio sulle ginocchia.Madonna in Maestà Gli esempi più antichi in Occidente, di questo tipo iconografico sono le Madonne alverniati dei secc. XI-XII: il vescovo di Clermont aveva fatto eseguire, ispirandosi ad un'icona bizantina, una statua dorata della Vergine, dalla quale sarebbero derivate tutte le altre, diffuse largamente nell'Alvernia. Si apparentano iconograficamente a questo tipo grave, solenne, ieratico, le Madonne in Maestà scolpite sui timpani delle chiese gotiche, sormontate da un baldacchino che simboleggia la Gerusalemme celeste, si vedano i timpani della porta reale della cattedrale di Chartres (XII sec.) e della porta detta di Sant'Anna in Notredame a Parigi. Il tema ebbe il suo sviluppo trionfale nell'arte italiana del Duecento e del Trecento, nei dipinti famosi di Cimabue, Giotto, Duccio di Buoninsegna e Simone Martini che rinnovarono profondamente la tradizione iconografica. Si sviluppava così un tipo iconograficamente più umano di Madonna, che ebbe nell'arte occidentale variazioni infinite, tra le quali si distinguono la Madonna del latte o dell'umiltà e la Madonna del roseto. Derivata dal tema bizantino della Galaktotrophusa, la prima ha ispirato vari artisti come Jean Fouquet, Leonardo da Vinci con la sua Madonna Litta (ora al Museo dell'Hermitage), e Caravaggio con una Madonna dello svezzamento (a Roma nella Galleria nazionale di arte antica). I pittori fiamminghi invece preferirono all'iconografia della Madonna che allatta quella della Madonna con la scodella. Il secondo tipo, quello della Madonna del roseto, invece fu soprattutto sviluppato dai pittori della scuola renana e di esso ci sono rimasti alcuni interessanti esemplari a Francoforte e a Colonia. Dal Quattrocento al Seicento la Madonna col Bambino venne raffigurata con grande libertà e varietà inventiva. Ricordiamo la Madonna col Bambino dormiente di Andrea Mantegna (a Milano, nel Museo Poldi-Pezzoli), la Madonna Sistina di Raffaello (ora nel Museo di Dresda), la Madonna col Bambino, detta la Zingarella di Tiziano (a Vienna), la Madonna dal collo lungo di Parmigianino (negli Uffizi, a Firenze).

Altro tema iconografico è quello della Madonna della Misericordia,Madonna della Misericordia generalmente raffigurata in piedi, più frequentemente senza il Bambino, con le braccia tese ad aprire l'ampio manto per accogliere coloro che l'invocano e che essa protegge: un esempio famoso è la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca (nella pinacoteca di Sansepolcro, Arezzo), parte dell'omonimo polittico dipinto per la compagnia della Misericordia di Sansepolcro. Dal tema della Madonna della Misericordia derivò quello della Madonna del rosario, apparso per la prima volta in un trittico a Colonia, dove san Domenico e san Pietro Martire sorreggono il manto della Vergine mentre gli angeli la inghirlandano di rose (l'iconografia ebbe origine domenicana e grande diffusione nel XVII sec.) e di cui abbiamo alcuni esemplari di Dürer e Van Dyck.

Infine c'è il tema iconografico, diffuso soprattutto nell'arte tedesca, della Madonna dei sette dolori o Madonna addolorata. Nato nella Fiandra alla fine del XV sec. (un'incisione dedicata a Carlo V, pubblicata ad Anversa nel 1509, raffigura la Madonna con le sette simboliche spade disposte a ventaglio), esso si diffuse rapidamente nelle regioni renane. Ed anche in Ossola probabilmente per l'influsso esercitato dalle popolazioni Walser è un tema iconografico presente in tutte le valli.

 

Nel territorio ossolano grande importanza ha il tema iconografico della Madonna del Sangue di Re. Il 29 aprile 1494 un certo Giovanni Zuccone lanciò una pietra contro un affresco della facciata della piccola chiesa situata in Re, raffigurante la Madonna con il bambino in braccio, colpendola in fronte. Da quel punto scaturì del sangue. Il miracolo fu protocollato dalle autorità dell'epoca ed in seguito l'affresco fu spostato all'interno della chiesa. L'affresco della Madonna di Re raffigura con uno stile romanico bizantineggiante una delle Madonne del latte, assai diffuse nel periodo tra il XIII e il XVI secolo . Seduta in trono con Gesù Bambino benedicente sulle ginocchia, la Madonna è rappresentata nella sua funzione di madre-nutrice del Figlio di Dio; nella destra ostenta tre rose, il "fiore dei vergini" e il simbolo del Rosario. Ai piedi dell'immagine un cartiglio annunzia il significato teologico della missione di Maria: "In gremio Matris sedet sapientia Patris" ("In grembo alla Madre sta la sapienza del Padre"), espressione tipica dei Padri della Chiesa, non estranea alla cultura classica pagana. La devozione popolare vedeva anche nel seno della Vergine un segno di protezione e di buon auspicio rivolto alle puerpere in tempi in cui non si trovavano "succedanei" al latte.

 

ICONOGRAFIA MADONNA DEL SANGUE DI RE

L'immagine originale della Madonna del Sangue di Re , riferibile alla Madonna del latte affrescata sulla facciata della chiesa di S. Maurizio presenta sette caratteristiche :

-La Madonna è seduta semplicemente su uno sgabello ed ha sullo sfondo una tenda a quadrettoni.

-La Madonna non è coronata, ma velata da un lungo manto stampigliato di dischetti raggiati al centro dei quali compare una crocetta a piccole stelle.

-La Madonna tiene con la sinistra il Bambino seduto un poco a lato, ma quasi al centro, e con la destra solleva e regge la triplice rosa con triplice radice.

- Il Bambino benedice con la mano destra alzata e con la sinistra abbassata tiene l'estremità del cartiglio con la scritta " In gremio Matris Sedet Sapientia Patris". E' vestito con un pellicciotto accollato, con il pelo all'esterno di colore verde.

-Il Bambino accosta le labbra al seno materno.

-Un fiotto di sangue cola dalla ferita nella fronte della Madonna.

Tuttavia nelle varie riproduzioni queste caratteristiche non furono quasi mai rispettate ed anzi subirono delle variazioni col passare del tempo. Un prima spiegazione a ciò è determinato dal fatto che l'affresco originale era racchiuso in una stretta cornice che permetteva di vedere solo la parte superiore del dipinto ed in modo incompleto. Per questo motivo l'immagine veniva sempre riprodotta come se al di sotto del cartiglio ci fosse una nuvola evanescente. Inoltre per comprendere l'evoluzione iconografica dobbiamo rifarci ad alcuni momenti fondamentali.

Nel 1598 Il vescovo Mons. Carlo Bascapè pubblica la relazione del podestà dottor Angelo Romano del 1500 e vi inserisce una immagine della Madonna che evidenziava solo la parte Madonna del Sangue anno 1649centrale e con caratteristiche diverse dalla " Vera Immagine della Madonna del sangue di Re ". La Madonna appare rappresentata su uno sfondo luminoso irradiante dal capo, coronato e con un manto che le ricopre la testa. Il braccio sinistro non appare in quanto nell'originale era ricoperto dalla cornice e non si vedeva. Il manto appare costellato di stelle e monogrammi che richiamano le parole del cartiglio. Non si vedono i piedini del bambino. L'elemento che appare più visibile è il sangue che sgorga dalla fronte. Il fatto che la Madonna sia coronata è perchè a quei tempi l'originale presentava una corona d'argento così come una raggera in foglia d'oro. In questo modo è raffigurata nella cappella datata 1649 sita lungo la mulattiera che da Re porta a Villette ed in un'altra cappella nei pressi sempre di Villette.

Nel 1690 Mons. G.B. Visconti , dopo una visita pastorale ordina di allargare la cornice per cui appare il braccio alzato della Madonna e la triplice rosa. Probabilmente viene rimossa la corona.

Nel 1718 in un stampa dedicata al cardinale Gilberto Borromeo compare un Madonna del Sangue Cappella dei Santi di Maseraduplice fiore nella mano benedicente del bambino.In questo modo la ritrae il Borgnis. Egli propone ripetutamente il tipo di immagine riprodotta a lato eliminando i monogrammi che costellavano il manto e sostituendoli con piccole stelle. Esempi la Cappella dei Santi in località Bondolo a Masera o la pittura murale a Viganella.

Nel 1771 in una ristampa del "Miracolo" compare un personaggio a mezzo busto nell'angolo a sinistra in basso che allunga il braccio verso la Madonna con in mano un sasso. Scompare il seno forse per pudore o forse per una riproduzione sommaria.

Nel 1824 vi è una solenne incoronazione e diffusione di unaMadonna del Sangue Cappella sulla strada per Finero immagine con il Bambino a lato e l'occultamento del seno. La Madonna resta carica di ornamenti ed in questo modo viene dipinta ( Malesco Cappella sulla strada per Finero , Cappella dell'addio a Gagnone , Cappella del sciur cunt e dal Portic a Trontano).

Nel 1954 dopo un intervento di pulizia del ritratto riemergono i piedini del Bambino.

Le immagini della Madonna di Re in val Vigezzo e nelle altre valli ossolane restano innumerevoli. Possiamo così riassumere:

Fino al 1690 le immagini riprodotte sono di una Madonna coronata, senza rose e non compare il braccio sinistro. Dal 1700 scompare la corona, appare la rosa tenuta dal braccio sinistro riapparso e viene occultato il seno. Dal 1824 nuovamente immagini con la corona, Bambino di lato e seno occultato.

 

ICONOGRAFIA DEI SANTI

 

Santo
Attributo
Agostino Libro, pastorale
Anna Libro
Antonio Abate Croce a T, maiale, campanella
Antonio da Padova Gigli
Apollonia Pinze
Bartolomeo Coltello
Caterina d'Alessandria Ruota, palma
Fermo Palma
Giorgio Drago, palma, stendardo
Giovanni Battista Agnello, croce
Giulio Isola, serpenti
Giuseppe Bastone fiorito
Leonardo Ceppi
Lorenzo Graticola, palma
Luca Bue
Lucia Occhi su un piatto
Matteo Angelo, spada, portamonete, libro dei conti
Pietro Chiavi
Rocco Cane
Sabina Corona, libro, palma
Stefano Pietre
Vincenzo Fiamma sul capo
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

Tipologie